Si chiama Diamond Source Initiative il nuovo programma lanciato da Tiffany & Co. L’obiettivo? Promuovere tracciabilità e trasparenza nel settore dei diamanti.

Attraverso il progetto, guidato da Anisa Kamadoli Costa, chief sustainability officer di Tiffany, e dal senior vice president diamond and jewelry supply Andy Hart, la Maison americana si impegna a rendere nota l’origine di ogni diamante. Su ciascuna pietra estratta recentemente e superiore a 0,18 carati, d’ora in poi, verrà infatti inciso un numero di serie e i clienti riceveranno ad ogni acquisto un certificato sulla sua provenienza (con la regione o il Paese d’origine).

“La Diamond Source Initiative è un’iniziativa entusiasmante e rivoluzionaria che riflette quasi due decenni di investimenti e progressi nei nostri sforzi di sostenibilità”, ha dichiarato Alessandro Bogliolo, CEO di Tiffany, precisando come questo sia un grande passo in termini di trasparenza per il settore.

Del resto, si tratta solo del primo step di un’iniziativa di più ampia portata: entro il 2020 la griffe conta infatti di riuscire a riportare anche una serie di informazioni aggiuntive, inclusi i luoghi dove i diamanti vengono tagliati e puliti.

 

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