Con cinque vetrine sintonizzate sulle ultime tendenze e una proposta completa di soluzioni per la casa, l’ufficio e il contract, Spotti Milano ha tutte le risposte per trasformare uno spazio in un ambiente unico, in linea con il proprio stile di vita. Il negozio è un indirizzo sicuro per gli amanti del design dove, in locali completamente rinnovati dallo studio di architettura e design Quincoces-Dragò (con soluzioni di boiserie, porte e pannelli proposti anche per l’abitare) ed in spazi mai così caldi ed accoglienti come ora, i fondatori Claudio e Mauro Spotti propongono da oltre trent’anni una selezione, ricca, interessante, unica nel suo genere e sempre nuova, di arredi e complementi in tema di interior design.

Da sinistra: Mauro Spotti, Claudio Spotti, David Lopez Quincoces, Fanny Bauer Grung

Il negozio è un punto d’incontro dei migliori marchi del panorama italiano e internazionale, alcuni dei quali rappresentati in esclusiva. L’offerta è trasversale: dai grandi classici alle ultime novità, individuate con un’appassionata attività di ricerca che è da sempre una carta vincente dell’azienda. Spotti Milano non è solo un negozio, ma un vero e proprio studio di progettazione che offre un’assistenza personalizzata ad architetti e privati in tutte le fasi del progetto, dall’ideazione alla messa in opera. Oltre a fornire consulenze tecniche e d’immagine, realizza soluzioni su misura per qualsiasi tipo di spazio, grazie ai rapporti consolidati con imprese e maestranze. Chi entra nel negozio e quindi nel “mondo Spotti”, sa di trovare professionalità, attenzione al cliente e uno sguardo sempre originale sul design.

Abbiamo lungamente parlato con Mauro Spotti per approfondire insieme a lui riflessioni, proposte, progetti del settore di cui sono grandi protagonisti e riferimento, alla luce delle “difficoltà” che anche il “Design” ha patito con l’emergenza che stiamo vivendo.

A seguito della difficile situazione sanitaria che si è venuta a creare e dei conseguenti comportamenti delle persone (maggiore permanenza in casa, “smart working”, accentuato ricorso a comunicazioni e collegamenti online, ecc…), i gusti e le esigenze e le abitudini della clientela del design sono cambiati e in che modo?

Sicuramente sì. Le persone hanno avuto modo di vivere la casa al 100% e in ogni sua forma. Prestano molta più attenzione ai dettagli e sono disposte ad investire per un prodotto di qualità. Molti soggetti inoltre hanno sperimentato lo “smart working” e per questo hanno creato all’interno della propria abitazione una postazione dedicata al lavoro che hanno imparato ad arricchire e a valorizzare.

Verso quali modifiche dovrà orientarsi il design per incontrare le “nuove” esigenze dei clienti?

Deve essere un design alla portata di tutti. Un design sostenibile. Un design versatile capace di reinventarsi. Credo che da questo punto di vista saranno privilegiati sistemi modulari che nel tempo possono essere integrati e trasformati, adattandosi alle esigenze delle persone.

Come vi siete programmati per la riapertura?

Ci siamo mossi d’anticipo seguendo le linee guida indicate dal Governo per non farci trovare impreparati alla riapertura: abbiamo sanificato gli spazi, adottato tutte le misure di protezione necessarie e istruito i nostri collaboratori sulle nuove modalità di ricevimento e incontro per garantire la massima sicurezza sia loro, che ovviamente dei nostri visitatori e clienti.

È venuto a mancare il turismo internazionale (chiusura alberghi, fiere rimandate…), come vi state o vi siete organizzati per supplire a questa carenza?

Ogni crisi può trasformarsi in un’opportunità di crescita, ed è quello che stiamo cercando di fare. Sicuramente in questo momento sappiamo che saranno tanti anche gli italiani che sentiranno il bisogno di cambiare la loro casa, ma non per questo vogliamo trascurare l’internazionalità che ha sempre caratterizzato il nostro lavoro. Presto ci sarà anche per il nostro business qualche novità.

A seguito dell’emergenza sanitaria, c’è stata una forte accelerazione dello shopping digitale. I negozi “tradizionali” possono convivere con questo nuovo tipo di commercio?  

La differenza tra l’acquisto digitale e quello che avviene in un negozio tradizionale sta nel servizio che viene offerto. Ciò che facciamo all’interno del nostro negozio è proprio questo, offrire un servizio di consulenza ai nostri clienti: ascoltare le loro necessità e trasformarle in qualcosa di concreto. Per quanto la digitalizzazione abbia portato ad un’informazione capillare, sicuramente c’è ancora necessità di avere una persona con esperienza capace di supportare il cliente nella realizzazione della propria casa. Sicuramente il digitale è un mondo molto importante che non deve assolutamente essere trascurato, ma crediamo che sia ancora importante il contatto con le persone, anche se con modalità differenti.

Su quali proposte di design, ritenete che il settore si focalizzerà?

In molti hanno rivalutato l’importanza di avere uno spazio esterno alla propria abitazione che diventi una vera e propria estensione di essa. Probabilmente si porrà più attenzione proprio a quelle che sono le potenzialità di questi spazi e di conseguenza anche alla loro estetica e funzionalità.

Che cosa determina il successo di showroom come i vostri? Le novità, l’originalità delle realizzazioni, l’economicità, la funzionalità dei prodotti o altro?

Credo che non si possa definire un unico fattore, ma una formula data da un insieme di elementi in sinergia tra loro. Sicuramente una componente molto influente è quella legata alla ricerca di nuovi brand e nuovi prodotti, che facciamo da anni con molta passione, e che ci ha permesso di creare un nostro stile riconoscibile. Individuare nuove realtà per poterle mixare a quelle più note e iconiche ci consente di dare ai nostri clienti, sotto la nostra regia, una proposta di gusto estremamente personalizzata, proponendo loro sempre prodotti di qualità e di tendenza.

Quali sono le firme del design che reputate più interessanti e che rispondono più adeguatamente alle esigenze di questo momento?

USM è un brand che reputo capace di adattarsi alle necessità delle persone. La valorizzazione dell’home office e la creazione di sistemi ad hoc per reception dotati di schermi protettivi, credo risponda pienamente alla richiesta attuale legata sia all’ambiente della casa, sia agli ambienti pubblici.

La sostenibilità è un fattore molto importante da tenere presente anche nel settore design (natura, ambiente, ecc…). Si dovrà curare ancora di più questo aspetto?

Assolutamente sì. Arriveremo al punto in cui la sostenibilità sarà imprescindibile per poter parlare di design. La casa è un luogo che molti ripensano in chiave sostenibile, si pensi per esempio alla conversione verso i sistemi fotovoltaici, che oltre a rispettare l’ambiente, portano al singolo un grande risparmio economico nel tempo. La stessa attenzione nei prossimi anni includerà anche il settore dell’arredamento. Un esempio tra tutti è Valcucine, azienda con cui collaboriamo da anni, che ha sempre fatto della sostenibilità una delle sue mission principali.

Il design Made in Italy continuerà ad avere il suo appeal nel mercato estero?

Spero di sì. La situazione attuale ha stravolto il mondo intero, non credo che le persone percepiranno con meno valore la qualità che sta dietro ad ogni singolo prodotto realizzato nel nostro Paese. Abbiamo creatività e competenze uniche al mondo.

Quale considera la parte più esaltante del suo lavoro?

Le sfide che ogni giorno ci troviamo ad affrontare. La volontà di voler sempre fare meglio, di poter fare qualcosa di nuovo, di poter proporre qualcosa di unico ci spinge a fare nuovi progetti che ogni giorno vanno alimentati per arrivare a compimento.

 Cosa immagina per il futuro del design?

Immagino che ci sarà più attenzione. Mai come ora si è compreso il valore di questo settore e per tanto penso che questo abbia stimolato dalla parte dei produttori molta creatività, dalla parte del pubblico una visione diversa, più consapevole.

 

 

 

 

 

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