Cresce la lista dei grandi nomi del lusso che hanno voluto schierarsi in prima linea per dare un contributo concreto ad ospedali e istituzioni sanitarie impegnate nella lotta contro il Coronavirus. E se a dare il via settimana scorsa erano stati Giorgio Armani (con 1 milione 250 mila euro donati) e i Ferragnez (la cui campagna di crowfounding su Gofoundme ha superato i 4 milioni di euro), per fortuna oggi sono davvero in pochi ad essere rimasti a guardare. Donatella Versace, insieme a sua figlia Allegra, ha donato 200 mila euro al dipartimento di terapia intensiva del San Raffaele di Milano, mentre Prada ha voluto fornire ciascuno degli ospedali milanesi Buzzi, Sacco e San Raffaele di due postazioni complete di terapia intensiva e rianimazione. Sergio Rossi ha donato invece 100 mila euro all’ospedale Fatebenefratelli-Sacco, dedicando, tra l’altro, il 100% dei ricavati delle vendite online sul suo e-commerce alla lotta alla malattia (fino al 20 marzo). Le griffe del gruppo Kering hanno invece contribuito con 2 milioni di euro in favore degli ospedali di Lombardia, Veneto, Toscana e Lazio; mentre Recarlo ha deciso di sostenere con una significativa donazione ripartita tra l’Ospedale Luigi Sacco di Milano e l’Ospedale Civile Ss. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria.

Non solo: Giuseppe Santoni ha lanciato la campagna #NoiSiamoLeMarche, per supportare il territorio e potenziare i reparti di terapia intensiva delle strutture sanitarie locali; Renzo Rosso, attraverso Otb foundation, ha creato una raccolta fondi per i piccoli centri ospedalieri; mentre Coccinelle si è schierata in favore degli ospedali della Lombardia, raccogliendo contributi sulla sua piattaforma.

Infine c’è chi ha deciso di mettersi in gioco sul lato della produzione. Il gruppo Miroglio, ad esempio, ha reso nota la decisione di convertire parte dei suoi stabilimenti per realizzare 600 mila di mascherine riutilizzabili. Una risoluzione presa anche dal Gruppo Menarini, da Davines e da Acquaflex, azienda chimica di Rho, tutte schierate per far fronte alla mancanza di gel igienizzante: ne verrà creato di nuovo, da destinare alle strutture e agli operatori impegnati in prima linea nella lotta contro il Coronavirus.