Apre al pubblico il prossimo 5 novembre a Milano, presso una cornice d’eccezione come palazzo Visconti, Gioielli da una wunderkammer, la grande mostra-evento dedicata al gioiello e all’immaginifico mondo di Giovanni Raspini.

Visitabile con ingresso gratuito sino a domenica 8, l’esposizione si inserisce nel fil rouge inaugurato nel 2016 con Wild e proseguito poi negli anni successivi con Vanitas Mundi e Nautilus, andando a completare un ideale percorso che si snoda attraverso l’universo creativo del designer toscano: un iter fatto di passione, eclettismo, maestria artigiana e talento, che prende forma in gioielli che sono vere e proprie opere d’arte.

Saranno 21 in mostra, a testimonianza di una continua ricerca e di una vulcanica sperimentazione attraverso forme e materiali, tese ad indagare un concetto di Bellezza fuori dal tempo e da ogni schema. Ventuno oggetti assolutamente sopra le righe, volutamente eccessivi e colmi di rimandi concettuali, citazioni visive, utilizzi incongrui di materiali preziosi o poverissimi, primordiali o futuribili, inaspettati o del tutto legittimi.

Non è un caso che sin dal titolo la mostra si leghi a doppio filo all’idea delle wunderkammer settecentesche: “Sono tutti pezzi unici e nascono dal desiderio di stupire e suscitare un senso di meraviglia – ha raccontato Raspini – La wunderkammer evoca un mondo alchemico, misterioso, ricco di stranezze e capricci fantasmagorici, di presenze esoteriche: le cose, gli oggetti, le opere d’arte sono mostrate all’insegna dello stupore e della soggettività emozionale. E questo vale anche per i gioielli della nostra mostra”.

Ecco quindi che su dei denti fossili di dinosauro, Giovanni Raspini costruisce un mondo fantastico fatto di draghi e architetture gotiche in argento brunito, con una luna che sorge in madreperla. Un capolavoro ingegneristico come il favo viene fuso in ottone dorato e circondato da operose api in argento. Un teschio di volpe, nella sua inesorabile crudezza, diviene gioiello incastonato tra squame dorate e cristalli colorati. La ricerca dello stupore, tipica del mondo delle Wunderkammer, si manifesta nel voler adornare il collo di una donna con ciò che spesso è considerato repellente: insetti dalle livree coloratissime e brillanti, che divengono come gemme preziose. Ed ancora il gioielliere toscano scova, trasforma e rende gioiello un dente di megalodonte di milioni di anni, punte di freccia in selce del paleolitico, meteoriti lunari cadute sulla terra, manufatti fenici, egizi e romani. Gioielli che sono anche un banco di prova e sperimentazione per la produzione di serie del brand Giovanni Raspini, in una continua ricerca di bellezza ed eccellenza.

“In Gioielli da una wunderkammer – termina l’orafo toscano – ho cercato l’omogeneità nella disomogeneità: pezzi eccentrici, improbabili e clamorosi riportati ad essere gioiello armonioso. Dice l’artista barocco Giovan Battista Marino che ‘è del poeta il fin la meraviglia’. Noi vogliamo le medesime emozioni, cercando di cambiare attraverso la nostra mediazione artigianale il destino a cose ed oggetti, regalandogli valore, luce e passione. Nuova vita, nuova eleganza e un mondo di bellezza che si rinnova di continuo come l’Araba Fenice”.

A corredo della mostra è stato pubblicato anche il volume edito da Edifir Firenze, con introduzione di Franco Cardini, numerosi testi dedicati ed un accurato catalogo fotografico. E per chi non potrà recarsi a Milano, la mostra sarà visitabile virtualmente su gioiellidaunawunderkammer.it. Imperdibile!