Da abiti da sogno a camici e mascherine, il passo è stato, più che breve, necessario: sono moltissime le aziende del mondo della moda che stanno decidendo di riconvertire la loro produzione, rispondendo all’appello del commissario per l’emergenza Coronavirus Angelo Borrelli.

L’Italia oggi ha bisogno di oltre 90 milioni di mascherine sanitarie al mese: un numero da capogiro, che ha spinto molti dei grandi nomi del fashion system a schierarsi in prima linea, non solo per l’Italia.

Ad aprire le fila dei virtuosi è stato il gruppo Miroglio, che si è subito messo a servizio per venire incontro alle esigenze sempre più stringenti della sanità. Per fortuna non è rimasto una voce isolata: oggi in campo ci sono anche colossi del fashion low cost, come Mango, che ha annunciato che donerà 2 milioni di mascherine, ma anche H&M e Inditex (Zara), che hanno deciso di realizzare dispositivi di protezione e camici da distribuire agli ospedali impegnati nella lotta al Covid-19. Anche Factory Srl (DROMe), che opera nel settore tessile ed è leader nella lavorazione della pelle ha annunciato il suo impegno in questo senso, così come Luisa Spagnoli, che sta supportando l’ospedale S. Maria della Misericordia di Perugia, e Campo Marzio, che donerà 5.000 mascherine alla Protezione Civile destinate ai cittadini per ridurre il rischio di contagio.

Non sono rimaste a guardare le grandi Maison del lusso, sulla scia del gruppo LVMH, che in Francia donerà agli ospedali del Paese 40 milioni di maschere chirurgiche. Ecco allora che in Italia Ermanno Scervino ha annunciato il suo contributo, così come il gruppo Plissè (Beatrice .b, Sfizio e Smarteez), che si prepara a produrre entro fine marzo 15.000 mascherine e 1.000 camici. Dal canto suo Gucci contribuirà con 1.100.000 mascherine chirurgiche e 55.000 camici, mentre Prada ha avviato la produzione di 80.000 camici e 110.000 mascherine nel suo stabilimento di Perugia.

Ultimo ma non ultimo, il gruppo Calzedonia, che su invito del presidente Sandro Veronesi ha riconvertito i suoi stabilimenti di Avio (TN) e Gissi (CH): in fase iniziale sono in arrivo 10.000 mascherine al giorno, ma i numeri sono destinati a crescere.