Ha un passato da stylist e un presente da influencer (a suon di oltre 120 mila follower, che crescono a ritmo vertiginoso): è Vanessa Scicchitano, digital pr romana con un’insana passione per le scarpe.

Perché fai quello che fai? Ossia, in cosa secondo te sei più brava/diversa dagli altri influencer?
La diversità sta nel contenuto. Tutti gli account che apprezzo su Instagram hanno un’identità molto definita. Può essere per lo stile, il mood, per la palette colori o l’originalità degli scatti. Non penso di essere più brava di altre influencer, credo di impegnarmi molto nella ricerca continua di uno stile che mi rappresenti, stile che comunque è in continua evoluzione.

Cos’è che ti ispira di più?
I profumi ed i colori di Marrakech. Un buon libro. Il cinema di Abdellatif Kechiche, Xavier Dolan, Wes Anderson, Paul Thomas Anderson, Wong Kar Wai… E poi la fotografia, quella visionaria di Tim Walker, i ritratti in bianco e nero di Peter Lindbergh e l’estetica di Jurgen Teller… Céline quando c’era ancora l’accento e a dirigerla Phoebe Philo. Jane Birkin. E Parigi.

La persona/l’avvenimento che ti ha convinto a seguire questa strada?
Era il 2012 credo ed iniziavo ad essere incuriosita da un fenomeno di cui ancora si parlava molto poco in Italia: “le fashion blogger”. Parlo di Rumi Neely, Carolina Engman, Leandra Medine di Man Repeller, Garance Dore… e poi ovviamente la ormai conosciutissima Ferragni. In quel periodo facevo la stylist e collaboravo con diverse riviste di moda.
Due anni dopo ho incontrato Luca Lanzoni, Fashion director per Hearst Digital, che mi ha dato la possibilità di aprire un piccolo blog sulla piattaforma di elle.it: “God Save My Shoes”. Da lì piano piano ho iniziato a trovare la mia strada nel mondo digitale.

Il tuo sogno ad occhi aperti?
Girare il mondo.

Ci dici il tuo indirizzo top a Milano, Roma, Firenze?
A Roma Da Forma Gallery: uno spazio di multidisciplinare di 500 mq dove trovare laboratori, una galleria, un fioraio, un temporary store, uno studio di architettura, una cucina…
A Milano il Bar Luce, progettato da Wes Anderson: palette pastello, ed un’atmosfera da bar milanese retrò.
A Firenze da shoes addicted non posso non dirti la boutique di Aquazzura!