Schermare, proteggere, tutelare per tornare – lentamente – alla normalità. E ripartire.

Arriva con queste premesse Covistop, l’ultima soluzione brevettata da Eurostands, società internazionale basata a Cambiago, in Brianza, attiva nella progettazione e produzione di allestimenti e riconvertita per affrontare l’impatto del Coronavirus negli ambienti pubblici – uffici, fabbriche, negozi, ristoranti.

Covistop è uno schermo in plexiglas, versatile e robusto, che diventa soluzione di design Made in Italy. E che ha dato il via ad una riconversione della produzione che racconta tanto dell’audacia e della capacità di resilienza delle aziende italiane. Ne abbiamo parlato Maurizio Cozzani, l’Amministratore Delegato di Eurostands.

Tutto cambia ai tempi del Coronavirus, le aziende devono adattarsi e reagire alla crisi. Voi cosa avete fatto?
Ci siamo reinventati completamente, facendo però tesoro delle nostre radici e del nostro know how. Da oltre 40 anni ci occupiamo di lavorare la plastica, il plexiglas, il policarbonato e diversi altri materiali come il legno e il ferro per realizzare allestimenti in ogni angolo del globo, grazie ai nostri uffici di Milano, Londra, Hong Kong e Shanghai. In un’economia di guerra come quella che stiamo vivendo ci siamo adattati al cambiamento e riconvertiti, e in tempi da record. Tante aziende sono state costrette a chiudere, noi abbiamo dato prova di resilienza: con uno spazio di 40 mila metri quadrati e 110 operai abbiamo scelto di non chiudere e di non mettere in cassa integrazione nessuno, salvaguardando l’occupazione e puntando invece su un’idea che si adatta all’esigenza più stringente di oggi: proteggerci dal virus, nello specifico con una barriera.

Come è nato quindi Covistop?
Gli spazi della socialità e dell’interazione, in vista della riapertura e della fine del lockdown, oggi devono essere completamente ripensati e proprio seguendo questa necessità abbiamo deciso di creare un prodotto funzionale sì, ma anche di design Made in Italy. Anzi, Made in Brianza. Il là è arrivato ai primi di marzo, dall’architetto Alessandro Bellocchi: ho capito subito che l’idea era vincente e siamo partiti con la produzione dei primi due modelli. Si tratta di due modelli di schermi tondi, in plexiglas, autoportanti. È stato un successo immediato e oggi, 50 giorni dopo, siamo arrivati ad avere ben 14 diversi prodotti Covistop a listino, abbiamo raggiunto oltre 450 clienti e un giro d’affari di 4 milioni di euro. È stato un grande lavoro di squadra e di immensa passione per il nostro lavoro.

Cosa differenzia Covistop dalle altre barriere in plastica?
Fin dall’inizio abbiamo voluto gettare il cuore oltre l’ostacolo, trasformando quello che di fatto era un SOS in un prodotto d’eccellenza italiano. Il nostro – e questo ci distingue dai competitors – è un prodotto di qualità e di design, capace di adattarsi a diverse necessità. È anche per questo che abbiamo deciso di ampliare la gamma: oggi abbiamo a disposizione una linea completa di dispositivi per proteggere ambienti di lavoro ed esercizi commerciali dalla diffusione di virus e batteri. Ci sono barriere da banco, schermi divisori autoportanti, colonnine dispenser con gel igienizzanti e portaguanti. Ciascuno è altamente personalizzabile e può essere utilizzato in diversi ambienti, soprattutto nell’ambito retail: dai banchi delle farmacie e dei supermercati alle mense aziendali, fino alle boutique internazionali delle grandi Maison del lusso.

Quello con il mondo del lusso, del resto, è un sodalizio che coltivate da tempo…
Sono diversi anni ormai che collaboriamo con alcuni dei grandi nomi del fashion system. È consolidata l’amicizia che ci lega al gruppo Kering, che vede in squadra marchi come Saint Laurent e Balenciaga. Ma tra i nostri clienti possiamo contare anche grandi nomi come quelli del gruppo Luxottica, Dolce e Gabbana, Versace, Armani, Ducati e Cova. Proprio per queste realtà così esigenti abbiamo creato il segmento made to measure, un vero servizio sartoriale: ciascuno dei prodotti Covistop può essere personalizzato nella forma, nei materiali – ad esempio utilizzando il vetro –, nei colori, negli accessori e nei dettagli customizzati, con loghi e serigrafie.

In quali progetti siete impegnati per il futuro prossimo?
Il nostro è un laboratorio di idee in pieno fermento e sono tanti i progetti, sempre nell’ambito delle soluzioni anticontagio, a cui stiamo lavorando. Come dicevo il futuro, per i top brand, è sicuramente quello delle barriere in vetro, più eleganti e adatte a contesti luxury; ma stiamo sviluppando anche le colonnine con dispenser di gel igienizzanti formato kids, cioè espressamente pensate per i più piccoli e che avranno anche una valenza educativa. Non manca poi un progetto come quello delle colonnine per le persone non vedenti, dotate di un elemento sonoro che ne segnala la presenza.
Insomma, non ci fermiamo, siamo concreti, propositivi e appassionati: vorrei che fosse un messaggio di speranza per chi ci legge.