Wami Water partecipa al Fuorisalone 2017

Wami Water partecipa al Fuorisalone 2017 con una installazione originale e innovativa; un vero pozzo proprio come quelli che vengono costruiti nei villaggi bisognosi.  Wami Water with a Mission – nasce con una missione semplice, ma rivoluzionaria: risolvere il problema globale dell’acqua dando l’opportunità ad ognuno di noi di essere parte della soluzione. WAMI prima costruisce i pozzi e poi li ri-finanzia tramite la vendita delle sue bottiglie. Tramite il QR code sulla bottiglia si può vedere quale progetto si sta realizzando con ogni bottiglia di WAMI. Il primo pozzo è stato inaugurato il 31 maggio 2016 ed è stato realizzato insieme a Lifewater International, una ONG americana che opera in questo ambito dagli anni ’70 in diversi paesi del mondo. Il pozzo garantisce acqua potabile alla scuola di Ilu Dhina in Etiopia, servendo oltre 900 bambini e circa 300 abitanti dei villaggi vicini. Per vedere il pozzo basta visitare il sito wa-mi.org.Ogni pozzo costruito rende accessibili oltre 30 Milioni di litri di acqua potabile e a WAMI basta vendere 300.000 bottiglie per costruire un nuovo pozzo. Per questo basta una semplice bottiglia per donare ben 100L di acqua potabile a chi ne ha bisogno. WAMI è presente in diversi locali e ristoranti, in tutti i negozi Bio c’Bon o consegnata a domicilio da weygo.com. La mappa con tutti i punti vendita si può trovare su www.wa- mi.org/trovaci. L’acqua è la risorsa più importante di tutte, ma ancora oggi risulta irraggiungibile per 700 milioni di persone (più dell’intera popolazione Europea). La maggior parte di queste persone vive in zone rurali ed isolate ed impiega moltissime ore della propria  giornata camminando per cercare l’acqua necessaria alla sopravvivenza della propria famiglia. Un immediato accesso all’acqua permetterebbe alle donne di dedicare più tempo alla propria famiglia e ad altre mansioni lavorative, ed ai bambini di passare più tempo a scuola. Di fronte a tutto questo, il modello di WAMI può essere la soluzione: si calcola infatti che, se tutti i produttori di acqua in bottiglia nel mondo adottassero un modello di business come quello di WAMI, il problema dell’acqua potabile sarebbe risolto in meno di cinque anni.