Continua il ciclo di incontri per la presentazione del libro VITA DA YOGI

 
Continua il ciclo di incontri per la presentazione del libro  VITA DA YOGI

Continua il ciclo di incontri per presentare il libro “Vita da Yogi. Perché lo Yoga può rendere più felici”, autrice Cristina Rapisarda Sassoon, prefazione di Daniela Hamaui, Edizioni RED! – Il Castello. Dopo il successo del primo incontro, martedì 21 marzo 2017 alla Galleria NUAGES l’autrice, con alcuni testimonial di rilievo, Daniela Hamaui, giornalista, Armando Massarenti, filosofo e responsabile del supplemento culturale Il Sole 24 Ore Domenica e Cristina Gabetti, Direttore The Good Life, propone un confronto sul tema tema: Yoga ed emancipazione della donna. Quale femminismo per il terzo millennio? Il femminismo vecchia maniera, che affonda le sue radici negli anni Settanta, è entrato in crisi da un po’, mentre il dibattito sull’identità e sul ruolo della donna nel mondo di oggi è più che mai acceso a livello globale. Le donne ci sono, sono ormai presenti in tutte le scene, ma con quali difficoltà e con quale livello di soddisfazione personale, in quale stato di conflitto con la propria natura, in poche parole: con quale grado di felicità? Ci si domanda: la lotta per ottenere pari opportunità rispetto agli uomini ha prodotto buoni risultati? La donna, oggi, vuole proprio replicare il ruolo del maschio performante, oppure sente il bisogno di trovare una strada di emancipazione e di leadership più attenta alla sua identità di genere? Dal mondo dello Yoga arriva qualche spunto di riflessione, e lo propone l’autrice di “Vita da Yogi” partendo da una constatazione: lo Yoga oggi è sempre più diffuso in Occidente e sono soprattutto le donne a praticarlo. Perché? si domanda l’autrice, considerando che la disciplina dello Yoga è stata generata dagli uomini per gli uomini? Che le donne abbiano un corpo più flessibile o che siano più disponibili a guardarsi dentro non sembrano motivazioni convincenti. Piuttosto, propone Cristina Rapisarda Sassoon, la ragione di questa dedizione tutta femminile allo Yoga potrebbe essere ricercata proprio nel risveglio, più o meno consapevole, di una nuova identità. Sicuramente, sottolinea l’autrice, il punto di partenza è che la donna si trovi in condizioni di uguaglianza rispetto all’uomo nell’accesso alla formazione e al lavoro, ma è necessario chiedersi: perché vogliamo questa uguaglianza? Solo per garantire alla donna il soddisfacimento di bisogni materiali, e cioè per consentirle di replicare come un clone lo stereotipo dell’uomo forte che affonda le radici della sua sicurezza nel tanto agognato super-stipendio? Chiediamo ai maschi più giovani: forse persino per l’uomo questo stereotipo sta tramontando in vista di più nobili progetti di vita.